Sequestrate 14 tonnellate di amfetamine al porto di Salerno, è la droga dell'Isis
Erano celate in cilindri di carta per uso industriale
Redazione Irno24 01/07/2020 0
Si tratta del più grande sequestro di amfetamine a livello mondiale, effettuato in esecuzione di apposito decreto emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli – DDA e maturato nell’ambito di una complessa attività d’indagine delegata al GICO nei confronti di un’organizzazione con proiezioni internazionali dedita all’importazione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. I finanzieri hanno tracciato 3 container sospetti in arrivo al porto di Salerno, contenenti cilindri di carta per uso industriale e macchinari.
Dopo il sequestro, le Fiamme Gialle hanno trasferito i container in un luogo attrezzato per procedere all’ispezione interna, con l’ausilio di tecnici specializzati e con la preziosa collaborazione della Sezione Antifrode della Agenzia delle Dogane di Salerno. I cilindri di carta, alti circa 2 metri e del diametro di 140 cm – verosimilmente costruiti in Germania – sono stati congegnati in multistrati in grado di celare allo “scanner” il contenuto, riposto negli strati interni, di circa 350 kg di pasticche per ogni cilindro. Rinvenute in totale 14 tonnellate di amfetamine, circa 84 milioni di pasticche, riportanti il simbolo del “captagon” che contraddistingue la “droga della Jihad”.
È noto infatti, che ISIS/DAESH finanzia le proprie attività terroristiche anche e soprattutto con il traffico di droghe sintetiche, prodotte in gran parte in Siria, diventata per questo motivo negli ultimi anni il primo produttore mondiale di amfetamine. Il captagon viene smerciato in tutto il Medio Oriente ed è diffuso sia tra i combattenti per inibire paura e dolore sia tra i civili perché non fa sentire la fatica. Quanto alla destinazione finale, è verosimile che sia coinvolto un “consorzio” di gruppi criminali, sia per il valore totale delle spedizioni, sia per la distribuzione sui mercati di riferimento (85 milioni di pasticche possono soddisfare un mercato di ampiezza europea).
L’ipotesi è che durante il lockdown, dovuto all’emergenza epidemiologica mondiale, la produzione e distribuzione di droghe sintetiche in Europa si sia praticamente fermata e quindi alla ripresa molti trafficanti, anche in consorzio, si siano rivolti alla Siria, la cui produzione invece non pare aver subito rallentamenti. Sono in corso ulteriori indagini per l’individuazione dei responsabili che, proprio in relazione all’ingente quantitativo sequestrato, potrebbero operare per conto di un “cartello” di clan di camorra in grado di commercializzare le sostanze in ambito internazionale.
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Dal bilancio è emerso che su 181 controlli ben 112 sono risultati "non conformi" (pari al 61% delle attività ispezionate). Le verifiche hanno portato alla sospensione "ad horas" di 27 attività, tra cui stabilimenti balneari, agriturismi, ristoranti, gelaterie, pub e supermercati. I provvedimenti di chiusura sono stati adottati a fronte di scenari igienico-sanitari critici, tra cui figurano presenza di insetti infestanti, sporco pregresso e muffa, distacchi di intonaco, manutenzione carente e utilizzo di locali non autorizzati. Il valore complessivo stimato delle attività e strutture sottoposte a sospensione ammonta a 3,5 milioni di euro.
Nel corso dei controlli, sono stati sottratti al consumo diversi quintali di prodotti alimentari, tra cui preparati carnei, prodotti ittici e molluschi, lattiero-caseari e prodotti dolciari o da forno. I sequestri e i blocchi sanitari sono stati adottati prevalentemente per la totale assenza della documentazione attestante la tracciabilità, per l’esposizione al rischio di contaminazione o per violazioni delle norme sulla conservazione.
Sono state elevate sanzioni per un importo complessivo pari a circa 120.000 euro, applicate in molteplici casi per l’assenza delle indicazioni sulla tracciabilità dei prodotti alimentari destinati alla clientela, per la scorretta attuazione delle procedure di autocontrollo (H.A.C.C.P.) o per l’assenza delle informazioni obbligatorie destinate al consumatore finale sui prodotti esposti. Sono state impartite decine di prescrizioni e diffide per imporre ai titolari la risoluzione tempestiva di criticità strutturali e igieniche più lievi.