Salerno, 6 consiglieri lasciano la maggioranza
La decisione a poche ore dall'ultimo consiglio del 2020
Redazione Irno24 29/12/2020 0
A poche ore dall’ultima seduta del consiglio comunale di Salerno, i consiglieri Antonio D’Alessio, Leonardo Gallo, Corrado Naddeo, Nico Mazzeo, Donato Pessolano e Giuseppe Ventura - per chiarezza estrema verso gli elettori e l’intera città di Salerno - hanno deciso di prendere le distanze dall’attuale maggioranza, al termine di un percorso doloroso quanto inevitabile. E' quanto si legge in una loro nota congiunta.
“La consiliatura iniziata nel 2016 - scrivono i consiglieri - ci ha visti convinti di poter offrire il nostro contributo - in modo personale ed originale - ad una esperienza amministrativa che, per molti anni, ha soddisfatto pienamente i salernitani. Lo abbiamo fatto in buona fede, certi delle promesse elettorali del Sindaco Napoli, che abbiamo finora sostenuto rinnovandogli di continuo la nostra fiducia.
Oggi, con amarezza e dopo ripetute delusioni, dobbiamo riscontrare da parte di chi avevamo sostenuto con entusiasmo, un metodo diametralmente opposto rispetto a quanto ci era stato prefigurato, metodo che di fatto relega in un angolo tutte le energie e le risorse di chi vuole contribuire a scrivere la Salerno del futuro. Nel corso di questi anni ci siamo resi conto dell’assoluta inutilità di produrre iniziative di approfondimento e comprensione delle decisioni strategiche, finalizzate unicamente a tutelare gli interessi pubblici. Un metodo gestionale non inclusivo che ha mortificato tutti noi e che pesa in modo evidente sull’intera comunità.
Siamo arrivati a questa decisione - concludono i firmatari del documento - consci che ogni nostro sforzo nel voler contribuire alle decisioni pubbliche è stato considerato inutile e addirittura dannoso. Abbiamo più volte sottolineato in consiglio comunale tutte le nostre perplessità su argomenti di grande rilevanza per la collettività, come le spese per l’igiene pubblica, la sicurezza dei quartieri, l’utilizzo dei fondi pubblici per associazioni, assegni di cura e contributi abitativi, la gestione delle società partecipate, i costi della stagione del teatro Verdi, la rivistazione dell’evento Luci d’Artista, la mancata inaugurazione dell’Auditorium ed infine la vicenda delle cooperative sociali e della manutenzione del verde pubblico.
La città e la sua gente meritano di tornare ad una gestione della cosa pubblica basata sull’esercizio democratico, dove al centro ci siano il cittadino e le sue esigenze quotidiane”.
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