Polichetti: "Anziano bloccato da 3 giorni su una barella al Ruggi di Salerno"
"Inaccettabile che nel 2025 si possa assistere a scene del genere in un ospedale pubblico"
Redazione Irno24 16/10/2025 0
Da tre giorni, un uomo di 77 anni è bloccato su una barella nel Pronto Soccorso dell’ospedale “Ruggi d’Aragona” di Salerno, in attesa di un posto letto. L’anziano, affetto da polmonite e reduce da un intervento per melanoma, viene curato con antibiotici endovena, mentre i familiari si occupano di assisterlo e persino di cambiargli le lenzuola, vista la carenza di personale disponibile. Una situazione che fotografa il profondo disagio vissuto da molti pazienti e familiari all’interno del presidio ospedaliero salernitano.
" inaccettabile - dichiara Mario Polichetti, responsabile nazionale Sanità UdC - che nel 2025 si possa assistere a scene del genere in un ospedale pubblico. Lasciare un paziente anziano per giorni su una barella, senza un’adeguata assistenza e con risposte superficiali da parte della struttura, è una ferita alla dignità umana e professionale di chi opera nella sanità. Occorre intervenire subito per potenziare il personale, aumentare i posti letto e migliorare la gestione dei flussi in pronto soccorso. Non possiamo più accettare che la disorganizzazione diventi normalità".
NOTA STAMPA MARIO POLICHETTI
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Polichetti: "Al Ruggi di Salerno ancora pazienti legati, una pratica disumana"
Ancora una volta il nome dell’Azienda ospedaliera universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno torna al centro di un caso che scuote l’opinione pubblica: la pratica della contenzione fisica dei pazienti, denunciata attraverso i social da una cittadina che ha documentato la madre anziana legata al letto nel reparto di medicina d’urgenza. Un episodio che si aggiunge a una lunga serie di segnalazioni, in passato già portate alla ribalta da inchieste giornalistiche e che, a distanza di tempo, sembrano non aver prodotto cambiamenti concreti.
Sulla vicenda interviene Mario Polichetti, responsabile del Dipartimento nazionale Sanità dell’Udc, che denuncia con fermezza: "Non possiamo più tollerare simili episodi. Legare i pazienti, soprattutto anziani e fragili, è una barbarie che calpesta la dignità della persona e che non ha giustificazioni cliniche, se non in rarissimi casi eccezionali. La contenzione fisica non è cura, ma abbandono mascherato da terapia.
Siamo di fronte a una prassi che sembra consolidata e che, nonostante le denunce e i riflettori mediatici, continua indisturbata. Se, dopo i servizi televisivi e le indagini del NAS, la situazione è rimasta immutata, significa che c’è una responsabilità gestionale e organizzativa che non può più essere ignorata. Chiediamo al nuovo direttore generale un atto di coraggio: mettere fine a una pratica disumana e avviare seriamente un percorso che privilegi la tutela dei pazienti e il rispetto della loro dignità.
Non servono giustificazioni di facciata, servono provvedimenti chiari e immediati. Chi continua a legare le persone ai letti deve essere richiamato alle proprie responsabilità. Un ospedale è un luogo di cura, non un luogo di sofferenza aggiuntiva. Continueremo a vigilare affinché nessun paziente debba più subire l’umiliazione di essere immobilizzato come fosse un problema da gestire e non una persona da assistere".
NOTA STAMPA MARIO POLICHETTI
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