La Salernitana prende l'esperto Soriano, quasi 300 partite in serie A
Nel corso della sua carriera, ha indossato 9 volte la maglia della nazionale
Redazione Irno24 20/08/2024 0
L’U.S. Salernitana 1919 comunica di aver raggiunto l’accordo con il centrocampista classe ‘91 Roberto Soriano. Il calciatore si è legato al club granata fino al 30 giugno 2025 e indosserà la maglia 21. Centrocampista di grande esperienza, con quasi 300 presenze in massima serie tra Sampdoria, Torino e Bologna, e nel mezzo due stagioni in Liga con la maglia del Villarreal, vanta importanti trascorsi anche nel Bayern Monaco, club dove è cresciuto calcisticamente.
Nel corso della sua carriera, ha indossato 9 volte la maglia della nazionale. Dotato di ottima tecnica individuale, si contraddistingue per la sua abilità negli inserimenti senza palla, il dribbling e la buona visione di gioco. Dopo un anno di inattività per infortunio, riparte dalla Salernitana per mostrare a tutti le sue qualità.
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Redazione Irno24 22/06/2025
Salernitana-Samp sospesa sullo 0-2 per lancio di petardi: granata in C
Epilogo a dir poco turbolento dei playout di B. La partita fra Salernitana e Sampdoria è stata sospesa a 25 minuti dal termine, coi doriani avanti 0-2 e quindi virtualmente salvi, per intemperanze dei tifosi locali, che hanno lanciato in campo fumogeni, petardi e addirittura seggiolini. Verrà decretato lo 0-3 a tavolino, con probabile squalifica del campo.
Tensione altissima all'Arechi, l'arbitro Doveri aveva interrotto un paio di volte il match e poi ha mandato le squadre negli spogliatoi, momentaneamente. Caos anche all'esterno dell'impianto, forze dell'ordine in allerta. Il direttore di gara ha provato, poi, a far riprendere la partita, ma ulteriori scoppi di petardi lo hanno indotto allo stop definitivo. Iervolino aveva già lasciato l'impianto di via Allende.
Di fatto, nella contestazione e disperazione generale, la Salernitana è in C. Finisce così nel peggiore dei modi il campionato cadetto successivo alla retrocessione dalla serie A. I granata hanno fallito anche l'appuntamento con la sfida di ritorno dei playout, mostrandosi inconsistenti e sbiaditi. La Sampdoria, che aveva ipotecato la salvezza col 2-0 casalingo di domenica scorsa, segna con Coda e Sibilli. Prima del vantaggio blucerchiato, alla Salernitana era stato annullato un gol (di Ferrari) per fallo di mano (dello stesso giocatore).
A onor del vero, sembra che anche sul gol di Coda ci sia un precedente tocco di mano, così come appare abbastanza inspiegabile la mancata concessione di un rigore per fallo evidente su Soriano, sgambettato in piena area dopo che aveva anticipato il difensore avversario. Dettagli tuttavia ininfluenti nell'economia di un torneo da cancellare, playout compresi. Approssimativa e insufficiente la conduzione societaria, con inevitabili riflessi su quella tecnica; da rivedere, e molto, anche il sistema calcio in Italia, ma questo non può rappresentare un alibi per gli errori grossolani commessi dal club granata.
Andrea Montinaro 16/01/2024
Salernitana, Iervolino attacca gli arbitri ma il problema non sta nel favoritismo
La Salernitana per la terza volta in poche settimane si è vista scappare dalle mani dei punti pesantissimi in chiave salvezza per un gol oltre il 90° minuto. Questa volta è toccato al difensore kosovaro Rrahmani spegnere le speranze granata di tornare con 1 punto da Napoli, dopo un match dal quale probabilmente la Salernitana avrebbe sicuramente meritato qualcosa di più per impegno e determinazione, nonostante gli evidenti limiti di una rosa al momento "corta" e rimaneggiata.
Ma a far parlare, come è accaduto spesso in questi ultime giornate, sono stati i continui episodi arbitrali che perpetuano nella loro ambiguità di giudizio e che anche in Napoli-Salernitana hanno acceso i toni post-gara, rendendo ancora più sanguinosa la sconfitta. Il presidente Danilo Iervolino ha rilasciato pesantissime dichiarazioni in merito alle decisioni arbitrali nel derby campano, attaccando senza mezze misure tutta la categoria e in particolare Gianluca Rocchi, responsabile e disegnatore degli arbitri di A e B.
La via dell’imparzialità è sempre la strada da battere in questi casi, per rimanere attendibili e onesti intellettualmente; ma che ci sia un “problema VAR” è assodato dai continui errori, ma soprattutto dalla ricorrente mancanza di uniformità di giudizio nell’uso di uno strumento che si sta sempre più allontanando dal concetto di “ausiliarità”.
Ci può essere confronto e discussione sul discorso della “sudditanza psicologica verso le grandi” e sull’uso inadeguato degli strumenti, punti sui quali si è soffermato inizialmente Iervolino, presentando un problema da sempre presente all’interno del calcio come il diverso “trattamento” che gli arbitri applicano nella gestione dei cartellini e degli episodi cosiddetti “al limite”, nei quali vengono premiate più facilmente le big che le squadre di bassa classifica. Episodi in cui emerge l'utilizzo ambiguo del VAR.
“Prima la responsabilità era di un solo arbitro, ora di quattro o cinque, quindi è peggio", Iervolino riesce qui a centrare il focus che potrebbe portare a un confronto costruttivo: la divisione poco chiara delle responsabilità è probabilmente il problema principale della classe arbitrale in questo momento ed è la causa che determina maggiori polemiche e dubbi. Il protocollo attuale divide le responsabilità degli ufficiali in campo, fino a rendere quasi invisibile la linea di demarcazione tra chi effettua una prima valutazione e chi realmente dovrebbe prendere le decisioni; tale ambiguità porta ad un continuo scarico di colpe e ricerca di alibi, che non fanno altro che alimentare polemiche su episodi che allontanano sempre più dal calcio giocato.
Il Presidente, però, si discosta successivamente da quell’alone di critica costruttiva, per sfociare nel campo di un vittimismo inutile e fuori contesto, che non serve né per migliorare il regolamento né per difendere la Salernitana. Iervolino cade nella trappola, nella quale molti altri addetti ai lavori sono caduti in passato, della polemica spicciola, aggrappandosi a determinati episodi occorsi durante il match contro il Napoli.
"Errori così grossolani mi fanno pensare male, falsano i campionati. In occasione del 2-1, Demme dà una gomitata sul volto a Tchaouna mentre salta. Non tollero queste sviste: se tiri la maglia è fallo, è penalty e basta. E' successo a Simy con Rrahmani”. Iervolino, in questo modo, tenta giustamente di portar acqua al suo mulino, ma perde inesorabilmente credibilità, abbandonando i punti sui cui in realtà si dovrebbe battere.
Sarebbe stato giusto da parte sua chiedere un confronto con l’AIA per avere delucidazioni in merito a chiarezza ed uniformità di trattamento. Iervolino inciampa nella semplicistica retorica del “favoritismo”, ma il focus non deve essere sull’episodio a favore o sfavore, piuttosto bisogna far luce su lacune evidenti in questo sistema arbitrale per provare a diminuire sempre più la cadenza degli errori. Serve qualcuno che ci spieghi cosa effettivamente si intende per “chiaro ed evidente errore” e a chi tocca giudicare se un contatto, un fallo o qualsiasi episodio di campo sia un oggettivo errore.
Il regolamento sanziona sempre di più anche i minimi contatti in area di rigore; rivalutando gli episodi in Napoli-Salernitana, desta perplessità la poca chiarezza sulle modalità di decisione. Il “rigorino” su Simeone non è stato ravvisato dall’arbitro Marinelli in tempo reale, richiamato successivamente al monitor da Di Bello che ha quindi giudicato fallosa la tipologia e intensità del contatto tra l’attaccante del Napoli e Fazio. È qui che però sorge il dubbio: se la maggior parte dei contatti in area di rigore è sempre sotto la lente d’ingrandimento di un’analisi soggettiva da parte di uomini, di arbitri che non possono uniformare i giudizi perché i fattori e le variabilità di un contatto sono infinite, come si può rendere oggettivo questo processo?
Iervolino avrebbe potuto portare la discussione verso lidi più produttivi, ponendo quella che sarebbe stata la giusta domanda: perché sul contatto di Simeone è intervenuto il VAR e invece sullo scontro Demme-Tchaouna è l’arbitro di campo a giudicare l’intensità del contatto? Sarebbe importante riuscire ad avere un confronto realmente costruttivo, andando al di là del singolo episodio e riuscendo a togliersi per un po’ la maglia del tifoso da dosso.
Andrea Montinaro 20/12/2023
Riecco Sabatini alla Salernitana, la mossa giusta al momento giusto
Walter Sabatini è il nuovo direttore generale della Salernitana. Lo ha reso noto, durante la serata di ieri, la società granata attraverso i suoi canali ufficiali, decidendo così di ripuntare sulla sua competenza, professionalità e carisma per riacciuffare una salvezza insperata, come quella della stagione 21/22. Allora il dirigente umbro si presentò al centro sportivo Volpe come la “corte marziale” e, in situazione a dir poco tragica e senza alcuna certezza, riuscì, con grande abnegazione e personalità, a guidare la Salernitana verso una salvezza miracolosa.
Oggi il quadro non sembra essere molto diverso da 2 anni fa, anzi la polveriera che si sta sostituendo all’ambiente salernitano rende la sua missione, forse, per certi versi più difficile e intricata, vista anche la complicata possibilità di azione sul mercato di gennaio dopo le parole di Iervolino di settimana scorsa. Un nuovo instant team, per questioni economiche, è un miraggio: stavolta servirà qualcosa di diverso, ma probabilmente Sabatini è al momento anche l’unica figura dirigenziale in grado di prendersi sulle spalle questo pesante fardello.
Il presidente Iervolino ha capito di aver commesso un errore; sia ben chiaro, questo non è stato essersi separato anzitempo da Sabatini per questioni, e probabilmente vedute, contrastanti, ma non averlo sostituito con una figura di pari doti. Il patron della Salernitana, galvanizzato dai risultati ottenuti nel recente passato, è caduto nella trappola della presunzione di chi pensa di essere già arrivato, pensando di poter gestire da solo aspetti e soprattutto scelte che non hanno portato i risvolti attesi.
Tuttavia, l’errore è umano ed è giustificabile, vista la continua dimostrazione di dedizione e passione di Iervolino per la causa granata, evidenziate ancora una volta da una scelta sinonimo di umiltà e intelligenza. Ritornare sui propri passi non è da tutti, riconoscere i propri errori è garanzia di progettualità e sicurezza per i tifosi; il ritorno di Sabatini non può che essere la mossa al giusta al momento giusto per la Salernitana.
Arriverà una nuova storica salvezza? Ai posteri l’ardua sentenza, ma la certezza è che serviva un punto di riferimento, una figura “di calcio”, carismatica, che potesse essere riconosciuta come tale da giocatori, allenatore e dirigenza, un uomo capace di fare da collante tra tifosi e società nei momenti di luce, ma soprattutto nei momenti bui, e soprattutto con la personalità per poter scegliere e consigliare la miglior strada da intraprendere per il futuro. Walter Sabatini è garanzia di tutto ciò.