"Mani in pasta" nell'indifferenziato, lo segnalano alcuni lettori di Salerno

La cosa si ripete praticamente ogni Lunedì sera

Redazione Irno24 18/08/2020 0

Diversi lettori di Salerno città, residenti nella zona della Cittadella Giudiziaria e in Via Irno, ci hanno scritto per segnalare cosa accade puntualmente il Lunedì, a tarda sera, dinanzi ai palazzi in cui abitano.

Alcuni individui, presumibilmente di nazionalità straniera, muniti di carrellino per la spesa, rovistano nei bidoni dell'indifferenziato, squarciando con le mani le buste precedentemente depositate dai residenti. Incuranti del fatto che, nonostante l'ora tarda, possano essere comunque visti e allontanati, procedono con cura nell'ispezione dei rifiuti, a caccia forse di abiti dismessi o di oggetti malandati ma riutilizzabili in qualche modo.

Dopo l'ispezione - ci dicono i residenti - lo scenario è sempre lo stesso: le buste squarciate, molte di queste tirate fuori dal carrellato e lasciate in terra, e sparsi intorno al contenitore i rifiuti "non graditi" a questi esploratori urbani. Cosa, quest'ultima - precisano i residenti - che nelle serate ventose non è proprio l'ideale.

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Redazione Irno24 11/02/2021

Indifferenziato aperto, denuncia Fiadel: "A Salerno un piano straordinario di controlli"

Continua il fenomeno dell'apertura delle buste dell'indifferenziato a Salerno, che ormai da due anni avviene puntualmente ogni lunedì sera. A denunciare la vicenda è Francesco Pezzano, sindacalista della Fiadel provinciale e già responsabile sindacale unitario dei lavoratori di Salerno Pulita.

"Siamo stanchi e delusi. Nonostante personalmente abbia sollevato la questione all’attuale amministrazione comunale e direttamente all’amministratore unico della Salerno Pulita, Antonio Ferraro, questo fenomeno è duro a morire. Viste le numerose segnalazioni dei cittadini che riferiscono di questi episodi che avvengono dopo le 22 del lunedì sera, dunque in pieno coprifuoco, mi viene lecito chiedere come sia possibile che queste persone non vengano individuate.

Ci tengo a precisare che, all’interno di Salerno Pulita, svolgo la mansione di addetto alla raccolta da quasi 15 anni e sono lo stesso che il 15 ottobre 2019, mentre effettuavo il mio lavoro, venivo colpito dallo scoppio di una bomboletta spray conferita all’interno di un carrellato, causandomi così ustioni di primo grado al volto. Menziono questo, poiché nella stessa giornata, fui contattato dal sindaco Napoli, e colgo l’occasione nel ringraziarlo pubblicamente, perché si sincerava delle mie condizioni di salute.

Io, nel ringraziarlo, gli chiesi una sola cosa: avviare una nuova campagna di sensibilizzazione per una corretta raccolta differenziata, visto che l’episodio che mi ha coinvolto era stato causato da una bomboletta che non doveva essere lì, ma bensì conferita nelle isole ecologiche. Posso assicurarvi, non solo per l’episodio che ho appena descritto e al netto del fenomeno del saccheggio dei rifiuti, sono ormai anni che noi operatori della differenziata siamo costretti a rimuovere vere e proprie discariche nei contenitori dell'indifferenziato. A conferma di tutto ciò, la percentuale della raccolta differenziata è calata notevolmente negli ultimi anni.

Infine, preciso, come da ordinanza comunale, il materiale indifferenziato - così come l'organico - va conferito negli appositi carrellati. Questo, a testimonianza del grande senso di dovere e responsabilità dimostrato da tutti i colleghi della raccolta differenziata. Pertanto invito l'amministrazione comunale di Salerno a mettere in campo, magari anche unitamente alla prefettura, un piano straordinario di controllo sul territorio ogni lunedì sera. Qualora martedì prossimo dovesse ripresentarsi lo stesso scenario, saremo pronti ad attuare tutte le iniziative del caso che nostro malgrado comporterebbero gravi disagi al servizio e all’intera comunità".

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Redazione Irno24 30/06/2022

Estorsione e spaccio, vasta operazione dei Carabinieri: arresti anche a Salerno

Questa mattina, nelle province di Salerno, Avellino, Frosinone, Caserta e Chieti, i Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno, supportati da quelli dei reparti territorialmente competenti e da unità cinofile del nucleo di Pontecagnano, hanno eseguito un'ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e reali, emessa dall'ufficio GIP del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 38 persone (14 delle quali sottoposte alla custodia cautelare in carcere, 21 agli arresti domiciliari e le rimanenti 3 all'obbligo di presentazione alla PG), indagate, a vario titolo, per i reati di "estorsione e lesioni personali, aggravati dalla finalità mafiosa, porto e detenzione di armi in luogo pubblico, concorso in spaccio di stupefacenti, indebita percezione di erogazioni pubbliche, ricettazione, riciclaggio, truffa".

Nel medesimo provvedimento è stato disposto ed eseguito il "sequestro preventivo in forma diretta o anche per interposta persona" di circa 74.000 euro a carico due società, un bar e una società di servizi. Nel corso delle operazioni, che hanno complessivamente visto impiegati oltre 250 Carabinieri, sono state altresì eseguite perquisizioni personali e locali per la ricerca di stupefacenti e altre cose pertinenti ai reati contestati.

Le accuse traggono origine da un'articolata attività d'indagine intrapresa dal Nucleo lnvestigativo Carabinieri di Salerno nel mese di aprile 2019, con il coordinamento della DDA. L'attività, condotta attraverso indagini tecniche e mirati servizi di osservazione, controllo e pedinamento, è risultata particolarmente complessa poichè è stato necessario ricostruire i reali titolari di schede telefoniche fittiziamente intestate ed utilizzate per lo svolgimento di traffici illeciti.

Gli indagati gravitavano attorno alla figura di G.S., che avrebbe nel tempo assunto una posizione di predominante rilievo, già prima della sua definitiva scarcerazione, avvenuta nel maggio 2020, servendosi di permessi che gli davano la possibilità di rientrare sul territorio del capoluogo. Questi, direttamente o tramite intermediari, avrebbe instaurato e riallacciato rapporti, attraverso l'invio di lettere o incontri personali, con svariati pregiudicati salernitani, nel tentativo di formare un gruppo criminale finalizzato ad acquisire il controllo dell'attività di spaccio di stupefacenti nella “zona orientale” di Salerno, fino al suo arresto in flagranza, operato il 25 luglio 2020 dai Carabinieri di Salerno, per la violazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale.

Secondo la prospettazione accusatoria, allo stato ritenuta valida dal Giudice, G.S. avrebbe estorto una parte dei proventi delle attività di spaccio percepiti dai pusher presenti nell'area orientale di Salerno e in alcune strade del centro cittadino, nonché danaro ai danni di un esercente commerciale; portato e detenuto in luogo pubblico delle armi (tra cui un kalashnikov), con le quali avrebbe esploso, nel mese di luglio 2020, su pubblica via, 13 colpi di pistola senza un obiettivo preciso, ma al solo scopo dimostrativo, danneggiando alcuni palazzi, mentre era a bordo della sua auto con altri due indagati. Nello stesso mese, unitamente ad altri 7 indagati, avrebbe altresì gambizzato con due colpi di pistola un pusher, cagionandogli lesioni giudicate guaribili in 30 giomi di prognosi, al fine di imporre la propria supremazia territoriale.

Gli inquirenti hanno inoltre individuato un attività di spaccio all'interno del carcere di Bellizzi Irpino (AV), da parte di due detenuti, che sarebbero riusciti ad ottenere la droga per il tramite di alcuni familiari e il loro legale di fiducia, anch'egli tra gli odierni arrestati, i quali avrebbero più volte consegnato lo stupefacente durante i colloqui. Inoltre, tre indagati, tra cui l'avvocato e uno dei leader del tifo organizzato locale, avrebbero commesso una truffa nei confronti dei genitori di un ventenne, anch'egli appartenente agli “ultras”, deceduto in un incidente stradale.

ln particolare, secondo la ricostruzione fatta propria dal Giudice, il capo del gruppo ultras, sfruttando la fiducia a lui riconosciuta proprio in quanto leader della tifoseria organizzata, sarebbe riuscito a carpire la buona fede dei genitori della vittima, ai quali avrebbe indicato il legale per le procedure assicurative relative alla morte del figlio. L'avvocato, mediante la falsificazione totale o parziale di documentazione fiscale, attestante presunte spese sostenute in relazione al funerale della vittima e successive consulenze tecniche di parte, avrebbe poi indotto in errore i familiari circa gli oneri complessivamente lui dovuti, appropriandosi della somma di 160mila euro, dal totale del risarcimento liquidato dall'assicurazione per il sinistro, ripartendola con il capo ultras e un altro indagato. A tutti gli indagati è contestata l'aggravante di aver approfittato della "condizione di minorata difesa delle vittime, dovuto allo stato di sofferenza psicologica derivante dalla morte del giovane".

Parte della somma provento di truffa sarebbe stata poi riciclata attraverso una fattura falsa di 43.310 euro, emessa dalla società di consulenza di proprietà della moglie di uno dei tre. Le indagini, anche bancarie, hanno consentito inoltre di ipotizzare che la citata donna, legale rappresentante di un'impresa individuale con sede in Pontecagnano Faiano (SA), mediante l'utilizzo e la presentazione di dichiarazioni e documentazione attestante cose non vere, avrebbe conseguito indebitamente un contributo a fondo perduto che lo Stato ha erogato al fine di sostenere le imprese colpite dall'emergenza Covid, ricavandone un vantaggio patrimoniale quantificato in 30.856 euro corrisposto dall'Agenzia delle entrate, mediante accreditamento diretto in conto corrente intestato al soggetto beneficiario. Da qui la connessa ipotesi delittuosa di indebita percezione di erogazioni pubbliche.

A riscontro delle risultanze emerse dalle intercettazioni, e a seguito di appositi servizi di osservazione e pedinamento, nell'intero corso degli accertamenti di polizia giudiziaria sono state sequestrate sostanze stupefacenti per oltre 28 kg, prevalentemente hashish, con contestuale arresto in flagranza o deferimento in stato di libertà di 13 soggetti per i reati di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e detenzione e porto illegale in luogo pubblico di armi, nonché numerosi altri sequestri amministrativi a carico di acquirenti-assuntori e correlate segnalazioni alla Prefettura di Salerno.

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Redazione Irno24 18/04/2025

Salerno, parcheggiatori abusivi sorpresi in piazze Amendola e Casalbore

Proseguono, a Salerno, soprattutto nelle aree "sensibili", i controlli della Polizia per debellare il fenomeno dei parcheggiatori abusivi. In particolare, nella serata del 17 aprile, sono state denunciate tre persone, sorprese in centro città ad esercitare l'attività illecita: due in Piazza Amendola e una in Piazza Casalbore, nei pressi dello stadio Vestuti. Appena due giorni fa, l'arresto di 2 parcheggiatori abusivi per violazione della sorveglianza speciale.

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