"Le Feste al Massimo", a Dicembre 15 spettacoli online dal Verdi di Salerno
Si parte il giorno dell'Immacolata con "Il Maestro di Cappella" di Cimarosa
Redazione Irno24 05/12/2020 0
Si alza il sipario sulla programmazione di Dicembre del Teatro Verdi di Salerno. Il Massimo Cittadino “riapre le porte” agli spettatori vecchi e nuovi con un ricco cartellone che sarà proposto online tra martedì 8 e giovedì 31 dicembre. Il cartellone sarà illustrato lunedì 7 alle ore 11.00 presso il Teatro stesso.
Alla conferenza stampa prenderanno parte il Sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, l’Assessore alla Cultura, Tonia Willburger, il Segretario Artistico, Antonio Marzullo, e alcuni membri dei cast. Si parte martedì 8 dicembre alle 19.00 con “Il Maestro di Cappella” di Domenico Cimarosa per concludere giovedì 31 alle ore 19.00 con il Concerto di Capodanno dell’Orchestra Filarmonica Giuseppe Verdi di Salerno diretta da Daniel Oren.
Quindici spettacoli nei giorni delle feste con in cartellone Canti di Natale con il Coro del Teatro dell’Opera di Salerno, Galà Lirico con Leo Nucci, Concerti Sinfonici, Jazz, “Fermarono i cieli” di Peppe Servillo, “Raffaello” di Vittorio Sgarbi e tanto altro ancora. La conferenza si svolgerà in presenza nel rispetto delle norme anti Covid-19 e in ogni caso sarà trasmessa in diretta streaming.
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Progetto CAM-SENT, il Gal Colline Salernitane porta in scena la cultura
Il GAL Colline Salernitane, nell’ambito delle attività previste dal progetto di Cooperazione interterritoriale CAM-SENT "Cammini e sentieri d’Europa tra storia e spiritualità, turismo e cultura", di cui è partner, organizza una serata teatrale nel suggestivo scenario del Borgo Sieti di Giffoni Sei Casali.
Il laboratorio, a cura della Compagnia Salot di Benevento, metterà in scena lo spettacolo itinerante dal titolo "Le donne, i cavalieri, l’arme, gli onori e il villaggio", domenica 7 settembre 2025, alle ore 21:00, al Casale Sieti di Giffoni Sei Casali, in Piazza Corte dei Santi (ingresso gratuito).
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Salerno, alla Stazione Marittima l'ottava edizione di "In Vino Civitas"
Si terra martedì 8 ottobre, alle ore 9:30, nella Sala del Gonfalone del Comune di Salerno, la presentazione dell’ottava edizione di "In Vino Civitas", il Salone del Vino di Salerno, che si terrà dal 12 al 14 ottobre alla Stazione Marittima.
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Sulla retta via di Orazio Genovese da Capua Rhegium al Corridoio Helsinki-Valletta
Quando un gruppo sociale si insedia su un territorio e ne possiede il controllo, ecco che allora nascono le strade o meglio le vie di comunicazione. Con il termine di strada si indica sommariamente una striscia di terreno espressamente sistemata per agevolare il transito di pedoni e di veicoli e per facilitare i trasporti e le comunicazioni tra i vari punti di una regione. La strada costituisce uno dei mezzi più efficaci dell’attività umana; essa infatti facilita gli scambi materiali ed intellettuali fra le popolazioni, contribuendo in sommo grado al loro progresso ed al loro benessere.
Le prime strade a sede fissa di cui si abbia notizia certa furono costruite dai Babilonesi, mentre poco si conosce circa le strade presso Egizi, Cartaginesi e Greci, popoli di navigatori che poco si servivano delle comunicazioni terrestri. Maggiori e sicure notizie si hanno sulle strade costruite dai Romani: esse furono per lungo tempo le sole vie di comunicazione fra i vari stati d’Europa e fra questa e i territori dell’Africa e del Medio Oriente.
E proprio dalla interessantissima “storia delle strade” dall’antichità sino ai giorni nostri, Orazio Elio Genovese, ex dirigente delle Ferrovie dello Stato e produttore di vino d'eccellenza sulle colline salernitane, per la precisione a Sòrdina (frazione del Comune di Salerno) dove nascono le viti di Sanginella, ha deciso di elaborare il suo primo libro, la sua prima ricerca nell’affascinante mondo dei collegamenti stradali e autostradali. Ma come si è passati dalla slitta, alla ruota di pietra arrivando alle automobili con motore a scoppio?
Forse tutto è partito proprio da quel vino “Salernum”, prodotto nell’azienda Agricola Amina a Sòrdina, che nel degustarlo narra dei miti e dei fasti della città di Salerno di cui il Dott. Genovese è innamorato e incuriosito circa le sue origini ancora nebulose e con molti punti interrogativi da chiarire. Suddiviso in cinque capitoli, il libro è intitolato “Dalla Capua Rhegium al Corridoio Helsinki-Valletta, Passando per la Salerno-Reggio Calabria”, un viaggio appassionato e appassionante che ripercorre i cammini dell’antica strada romana di Capua, in particolare nel tratto Salernum-Picentia, sino a toccare la Fratte etrusca e sannitica, la manifattura artigianale del cotto di Rufoli, la Masseria Trinità con la sua Taberna e la sorgente di Fontana Viva con il suo mulino ad acqua, la chiesa di Sòrdina e l’eremo di S. Magno.
L’autore sviluppa nei capitoli centrali interessanti tesi sull’origine e importanza dei luoghi del territorio salernitano nei secoli passati, avvalorando ipotesi frutto di ricerche e di approfondite documentazioni derivanti dalla cartografia, dalle fonti storiche e d’archivio. Forse nuovi tasselli di storia salernitana verranno fuori da questo libro unico nel suo genere e sopratutto originale nel panorama librario locale. Spesso non ci si rende conto dell’immenso patrimonio storico culturale di cui è ricca Salerno con la sua provincia, e solo un corposo lavoro letterario come questo può rendere una minima idea.
La modernità e le avveniristiche vie di comunicazione però vanno spesso sia a scontrarsi sul piano paesaggistico-ambientale, creando disagi e disastri naturalistici, sia a mettere in discussione i principi di unione, coesione e collaborazione tra gli Stati membri dell’Unione Europea, dimenticando perfino il ponte sullo stretto di Messina nel famoso corridoio Helsinki-Valletta che dal punto di vista dello sviluppo della produzione industriale italiana oltre a collegare le due più importanti macroregioni europee, ossia la Pianura Padana e la Baviera, collegherà anche l’area centrale e meridionale attraverso sia l’AV/AC ferroviaria che il tragitto autostradale Verona, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Salerno, Reggio Calabria, Messina e Palermo.
Genovese un po' disincantato ha dichiarato nel manoscritto: “Attraverso il mio modesto lavoro ho cercato di trasmettere dei saperi che spesso nemmeno i salernitani conoscono, in particolare la ricostruzione delle arcaiche origini della collina di Montevetrano, grazie alle ricerche di noti studiosi accademici o di dirigenti che operano nel settore dei beni culturali. Se solo si riuscisse a mettere in rete la storia, ma anche la cultura, l’enogastronomia e i saperi dei luoghi descritti, gli stessi, con le opportunità offerte dal grande asse viario Europeo Helsinki-Valletta, potrebbero diventare dei piccoli attrattori turistici e come tali fonti di reddito”. La narrazione è piacevole nonostante l’argomento sia impegnativo. Complimenti all’autore, appassionato cultore della sua terra, alla quale si spera dedicherà ancora numerose pubblicazioni.